Il meccanismo perverso che ha portato alla crisi

In un agile pamphlet dal titoloIl film della crisi, la mutazione del capitalismo” Stefano Sylos Labini e Giorgio Ruffolo raccontano in modo semplice e chiaro gli avvenimenti degli ultimi 30 anni, dandoci appunto la story board di quanto accaduto dagli anni 80 in poi.

Raccontano il perchè quel meccanismo innestato molti anni fa dal neoliberismo è stato un meccanismo perverso epperò (prima di schiantarsi nel 2008 con l’esplosione delle bolle su cui si basava) a lungo vincente ed all’apparenza invincibile.

Il film in estrema sintesi è questo: negli USA si abbattono i redditi e di diritti dei lavoratori e si limita ogni ingerenza dello Stato nella economia, all’abbattimento di reddito da lavoro così creato a favore del capitale si sostituisce l’incentivo all’indebitamento privato (mutui sub prime e carte di credito), le classi medie e non solo continuano ad avere lo stesso tenore di vita basato però sull’indebitamento e non sull’aumento del loro reddito.

La finanza a quel punto costruisce pacchetti finanziari innovativi, per lo piu’ tossici, ( non sempre l’innovazione è positiva) che fa girare come fosse denaro contante per l’intero pianeta, pacchetti che producono guadagni a breve straordinari. Guadagni che si ottenevano scommettendo sui rischi del debito.

Lo scoppio della bolla immobiliare, dopo 25 anni di pensiero unico ha fatto crollare tutto il castello, coinvolgendo tutto il mondo occidentale e non solo.

 Il brano che segue è tratto da questo libro e spiega magistralmente l’accaduto.

 Il modello di crescita neoliberista non era sano, si potrebbe dire tossico se pensiamo agli asset tossici che si sono generati in seguito alla crisi) poichè produceva distorsioni molto pericolose, prima tra tutte la spinta verso un divario sempre maggiore nella distribuzione del reddito e la tendenza verso un’espansione abnorme dell’indebitamento privato.

Però questo modello ha funzionato per un lungo periodo di tempo dando luogo a quello che è stato definito il “pensiero unico” che ha egemonizzato la politica, l’economia e gli ambienti accademici piu’ importanti del pianeta.

A conti fatti si puo’ affermare che per 25 anni la scommessa della deregolazione e della liberalizzazione dei movimenti di capitale si sia rivelata una mossa vincente.

Ma questa strategia portava con sè dei rischi enormi, che ad un certo punto hanno messo a repentaglio la stessa sopravvivvenza del sistema capitalistico.

Nel periodo di crescita neoliberista la finanza, l’industria e gli Stati avevano raggiunto una coesistenza funzionale grazie alla continua espansione del debito privato, che da un lato alimentava la finanziarizzazione dell’economia e dall’altro consentiva di sostenere i consumi, la produzione industriale e l’acquisto degli immobili.

Nel contempo questo meccanismo garantiva una cresicta dell’economia reale che aveva effetti positivi sulle finanze pubbliche.

Semplificando, i consumi tiravano, la produzione trovava gli sbocchi e le finanze publbiche erano in ordine.

La crescente finanziarizzazione ha contrastato la tendenza alla stagnazione dell’economia reale che si era manifestata in seguito ai due shock petroliferi, riuscendo ad alimentare una crescita duratura con un tasso di occupazione soddisfacente.

L’espansione dell’economia finanziaria ha permesso di sostenere i consumi per la presenza di salari reali decrescenti, di puntellare i settori industriali afflitti da sovracapacità produttiva e da saggi di profitto in diminuzione e di fornire ai capitali l’alternative piu’ redditizia rispetto a quelle offerte dal settore manifatturiero.

 L’esaurimento di questo ciclo di espansione materiale non è stato determinato tanto da un problema di sovraccunulazione e di spostamento dei capitali dal settore reale al settore finanziario, quanto dall’insostenibilità del debito privato che ha fatto crollare la domanda aggregata, la produzione e l’occupazione.

 

About these ads

Tag:, ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 151 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: