NOI e LORO

2Ho letto con attenzione i 20 MOTIVI di differenza tra NOI e LORO, postati da Matteo Renzi su Twitter. Non entro nel merito. Dovrei scrivere altre 20 “tesi” per spiegare quello che penso e, al momento, non lo considero importante, o necessario. Mi interessa invece una riflessione sul modo scelto per comunicare le “differenze”.  Credo sia piuttosto evidente che l’utilizzo ripetitivo, direi ossessivo, del “NOI”, contrapposto al “LORO”, rischia di creare una distanza  incolmabile. Sì perché, almeno fino a l’altro ieri, io pensavo che “LORO” fossero gli avversari politici (la destra italica, B. e i suoi fedeli), ma soprattutto perché apostrofare con un “LORO” tutti quelli che hanno votato Bersani al primo turno delle primarie rende difficile, se non impossibile, chiedergli il voto al ballottaggio. Mi viene allora da pensare che a Matteo Renzi potrebbe non interessare segnare una separazione troppo decisa con quelli che hanno votato a destra perché, in fondo, spera di conquistarne (prima, o poi) una fetta alla “sua” causa (non ci sarebbe niente di scandaloso se la “conquista” non comporta una perdita di contatto con i valorio della sinistra). Mi viene allora da pensare che a Matteo Renzi non importi più di tanto accaparrarsi l’elettorato collocato saldamente a “sinistra” perché, in fondo, non lo considera strategico, o determinante, per il “suo” progetto.

D’altra parte uno dei motivi di differenza recita: “Noi se perdiamo saremo leali fino alla fine della campagna elettorale. Loro – dice D’Alema – diranno che è finito il centrosinistra“. Già, fino alla fine della campagna elettorale. E dopo?