Grillo e la politica monetaria (ovvero: le stupidaggini complottiste sul Signoraggio della banca centrale)

In uno dei suoi tanti comizi davanti, il tribuno Beppe Grillo ha tirato fuori dal cilindro uno dei temi più graditi al “popolo”: il cosiddetto “signoraggio delle banche centrali” e del Sistema bancario. Secondo l’economista di Genova, allievo dell’altra nota economista di cui non facciamo il nome, la Banca centrale stampa una banconota dal “valore intrinseco di 10 centesimi, ci scrive sopra 100 e indebita il popolo della differenza”. Grillo supporta la sua tesi citando Giacinto Auriti (http://it.wikipedia.org/wiki/Giacinto_Auriti ), il giurista suo amico che nel 2004 si candidò alle elezioni del Parlamento Europeo nella lista “Alternativa Sociale” di Alessandra Mussolini e che “ogni giorno denunciava la Banca d’Italia per signoraggio”.

A questo punto l’italiano medio può comprendere i veri motivi della crisi italiana: l’Euro e i suoi fautori. Questi ultimi sarebbero gli “illuminati” della sezione italiana del Nuovo Ordine Mondiale, e cioè Andreatta e Ciampi, che vollero il “divorzio” tra la Banca d’Italia e il Tesoro (per arginare un’inflazione al 25% che stava distruggendo l’industria italiana) e Prodi col suo Ministro Visco che riuscirono (per nostra fortuna!) a portarci nell’Euro.
Ma analizziamo come funziona l’emissione di moneta nel mondo reale. Intanto, Grillo e i grillini, dovrebbero sapere che la moneta “cartacea” rappresenta solo il 5% dell’aggregato monetario in circolazione nell’economia. Tale aggregato è formato da banconote (5-10%), più i depositi e i titoli del mercato monetario, cioè titoli liquidi facilmente convertibili in denaro con maturità fino a 3-6 mesi.
In tutto ciò la BCE emette solo la moneta cartacea e i depositi che aumentano la quantità di riserve nelle banche commerciali. Dunque, l’eventuale”signoraggio” da estrarre dalla differenza tra valore intrinseco della banconota e valore facciale ha un valore trascurabile. Intanto si dovrebbe specificare che le banche centrali non controllano la quantità di moneta ma il tasso d’interesse, perché la quantità di moneta in circolazione si crea all’interno del sistema economico attraverso gli scambi. Per semplificare, possiamo dire che quando vuole aumentare la liquidità o le banche necessitano di liquidità, la BCE immette base monetaria nei conti correnti che queste banche hanno presso le rispettive banche centrali nazionali dell’area Euro (presso la Banca d’Italia nel caso delle banche residenti in Italia) e con questa “liquidità” acquista titoli di stato da tali banche (che hanno precedentemente acquistato questi titoli con il risparmio dei cittadini e delle imprese). Queste sono tecnicamente chiamate “Operazioni di mercato aperto” (OMA). Aumentando la domanda di titoli di stato, il loro valore aumenta, l’interesse su questi diminuisce e ciò ha effetti indiretti a catena sulle altre banche che vedono i loro asset rivalutarsi e possono dunque aumentare i prestiti.
(Tra parentesi, è per questo che l’altro teorema grillino-berlusconiano sullo “spread che non conta niente” risulta demenziale quanto la teoria complottista del signoraggio: infatti, se l’interesse sui titoli sale significa che il loro valore si deteriora e le banche, che devono usare le riserve liquide per coprire le perdite, non possono usarle per finanziare l’economia reale. Ma questa è un altra storia).
Tramite le OMA, la banca centrale ha dunque “trasformato” in “liquidità” il titolo di stato che la banca commerciale le ha dato in garanzia per il prestito. Ora, supponiamo che la banca abbia dato un titolo con valore 100 per ricevere 100 € di liquidità a un interesse del 3%. Quando l’obbligazione viene a scadenza, la banca che ha ricevuto 100 deve ridare 103 alla banca centrale (principale + interessi) che gli restituisce l’obbligazione (dal valore di 100). Una volta che i 103 € sono rientrati nella banca centrale, i 100 del prestito (principale) vengono automaticamente “cancellati” dal bilancio della BCE ( cioè non esistono più perché la banca centrale non ha più il controvalore in garanzia) e i 3 € di differenza rappresentano il profitto della banca centrale. È chiaro che dall’emissione di “moneta” – cartacea o elettronica che sia – la BCE non ha un guadagno pari al valore nominale dell’emissione più gli interessi, ma SOLTANTO un guadagno pari agli interessi percepiti. Tra 103 e 3 c’è una bella differenza!
Va sottolineato che gli interessi più il valore del prestito sono pagati dalla banche che tale prestito hanno ricevuto e non dal “popolo”sfruttato dai massoni del presunto “Nuovo Ordine Mondiale”, come vorrebbero Grillo e i complottisti come lui.
Confuso dalle tesi grilline, qualcuno potrebbe però alzare la mano e chiedere: ma perché la Banca Centrale deve guadagnare sul denaro che, secondo la vulgata complottista, creerebbe dal nulla”?
Per avere una riposta, e veder crollare miseramente il teorema di Grillo e del suo amico Auriti che voleva denunciare la Banca d’Italia per “signoraggio”, basterebbe leggere lo Statuto della Banca d’Italia alla voce “Reddito Monetario” (o da Signoraggio): “Nel caso specifico dell’area dell’euro l’emissione delle banconote è assegnata alla BCE in concorso con le Banche Centrali Nazionali (BCN) dell’eurosistema. Il “reddito monetario” di ogni singola Banca Centrale Nazionale (BCN) è definito come il reddito annuo che essa ottiene dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e dei depositi costituiti dagli enti creditizi. Questo è trasferito alla BCE e da questa ridistribuito alle BCN sulla base della loro partecipazione al capitale della BCE. Le BCN, a loro volta, lo fanno affluire ai rispettivi Stati una volta dedotte le spese di funzionamento ed effettuati i necessari accantonamenti”.
Insomma, in un posto chiamato “realtà” il signoraggio costituisce l’esatto contrario di quello che l’urlatore Grillo afferma e i suoi seguaci credono: più la banca centrale estrae reddito da “signoraggio” dall’emissione di moneta (compatibilmente con il livello di inflazione) più lo Stato, e dunque il “popolo”, ci guadagna.
Visto che per i grillini “i partiti sono morti” perché “il presente e il futuro è la rete”, vorrei suggerir loro di usare internet, oltre che per visitare il blog di Grillo e trastullarsi con le idiozie complottiste sul sistema monetario, anche per dare un’occhiatina veloce al sito istituzionale della Banca d’Italia (che i Grillini definirebbero “Bankitalia SPA”. Ma anche questa è un’altra storia).

Articolo di Filippo Bonanno