La “berlusconite”

Oggi il Partito Democratico ha trovato una temporanea soluzione alle molteplici infezioni che gli causano le gravi malattie che lo affliggono.
Ha eletto un Segretario e non sembri poca cosa.
Un traghettatore, un “barquero” e non sembri riduttivo. Guglielmo Epifani, per come lo conosco io è un uomo capace di tenere assieme ciò che si respinge, magari senza risolvere le ragioni del conflitto, ma intanto….

Per quanto attiene a infezioni e malattie ce ne sono molte, e l’una spesso trae linfa dall’altra, ma oggi voglio dire pubblicamentequella che ritengo la principale : la “berlusconite”, che anche di recente ha portato il mio partito su sentieri devianti e aggravanti della malattia.

Mentre a destra il cavaliere è IL punto di riferimento e il leader in funzione, (esercitata con capacità di comunicazione e coinvolgimento invidiabili ), a sinistra è invece il NEMICO di cui si ha bisogno, quello la cui eliminazione è il problema fondamentale (in nome di tante, troppe giuste cause).
Per questo obiettivo non si va tanto per il sottile, con tante ragioni in se valide, e si punta su varie ipotesi che potrebbero far ottenere il risultato: il PD stesso (molto meno che nel passato), aggregazioni inconsistenti “CONTRO” (incapaci di reggere alla prova del governare insieme), i magistrati e i processi a sostituire la politica che non ce la fa, addirittura  il fato, fino a ciò che non si deve mai augurare ad ogni essere umano.

Si tratta di un’infezione che è ormai diventata una malattia endemica del popolo della sinistra.

Questa malattia sembra avere una sola cura: l’avverarsi di una delle tante ipotesi di soluzione traumatica citate.
Ma non è la soluzione: è la debolezza del corpo del Partito Democratico che richiama quelle finte cure.

Si tratta invece di un palliativo, un placebo per evitare di affrontare i veri problemi non risolti che lo affliggono: progetto debole, identità storica non digerita, collocazione in Europa e nel mondo non chiarita, ruolo e poteri per i cittadini che vogliono partecipare

In Italia si è arrivati al punto in cui la parte politica che, nei momenti davvero duri della vita del Paese, ha saputo prendere la bandiera dell’onore dal fango in cui l’avevano gettata le classi dirigenti e alzarla per ridare credito all’Italia, oggi balbetta. Mentre l’altra parte si presenta come quella davvero responsabile.

Ecco ancora l’infezione e la malattia.

Temo che l’unico modo di guarire dalla berlusconite sia fare ciò che che i tanti militanti odiano di più: eliminare il problema, rinunciando al covato sogno di una soluzione giuridica, le cui conseguenze non immagino.

Napolitano ne ha trovate tante di soluzioni. Chissà che non possa trovarla anche per questo, magari nominando il cavaliere senatore a vita ed eliminando così il virus originario, certo salvandolo dai processi incombenti, ma anche salvando l’Italia da altri anni di disastri.
Ovviamente un’altra via, POLITICA, è il meglio, ma io mi domando se essa esista realmente.

di Fulvio Ichestre

Blittle