IDEE PER IL V MUNICIPIO (qualcosa ancora mi ricordo)

Si sta per insediare il nuovo V Municipio, nato dall’unione tra gli ex Municipi VI e VII.

Io conosco bene le problematiche dell’ex VI e ho provato, a mente, ad abbozzare un promemoria di cose che bisogna tirare fuori dai cassetti e discutere, finalmente in maniera collaborativa, con Ignazio Marino ed i suoi assessori.

Gli anni di Alemanno sono stati per il territorio dell’ex VI Municipio un ritorno al medioevo.

Adesso deve cominciare una nuova era rilanciando le idee forza che erano stati messi in stand by (penso all’area della SNIA e alla sua destinazione a sede universitaria) o quelle che sono state elaborate in questi anni di opposizione (penso all’ecomuseo).

Per il Municipio sono stati anni difficili mancando completamente un rapporto dialogante con il Campidoglio. Oggi si puo’ cambiare rotta anche se il territorio con l’unificazione tra ex VI ed ex VII è diventato immenso con una popolazione di circa 200.000 persone.

L’asse della azione di governo in questo territorio dovrà essere l’incrocio tra la realizzazione dei grandi parchi urbani ed il sistema delle metropolitane e del ferro.

Il parco archeologico di Centocelle aperto nell’ultima fase del governo Veltroni e poi lasciato nell’abbandono da Alemanno è naturalmente una delle priorità. Attrezzando e rendendo vivibile immediatamente la parte già aperta e poi realizzando integralmente il parco, un vuoto urbano preziosissimo di circa 120 ettari, 1 milione e 200.000 metri quadri.

Il parco archeologico del Collatino, mai nato tra il quartiere Collatino e la Roma-Aquila., 40 ettari, 400.000 metri quadri, espropriati dalle Ferrovie come compensazione al passaggio della penetrazione urbana della alta velocità Roma Napoli già realizzata (del parco invece nemmeno l’ombra, tranne l’esproprio). Ricordiamo che l’antica via Collatina fu smontata e classificata lastrone per lastrone con l’impegno di ricollocarla dentro al parco.

Tra questi due importanti parchi archeologici bisogna rilanciare le aree verdi diffuse, i parchi di quartiere come Villa De Santis, l’area della Snia Viscosa, le aree verdi da mantenere integralmente dell’ex comprensorio SDO Casilino, circa 80 ettari e cioè 800.000 metri quadri (l’area dell’Ecomuseo), e le aree verdi previste dal Comprensorio SDO Tiburtino alle spalle della Stazione Prenestina.

Per l’area di Villa de Santis, nell’attesa dell’argamento del parco fino a via Labico, si deve immediatamente riavviare la procedura di esproprio del corridoio che consentirebbe di collegare la Maranella e Torpignattara in maniera diretta con il parco.

Stiamo parlando, in estrema sintesi di un sistema di verde di livello urbano di oltre 250 ettari, 2 milioni e 500.000 metri quadri che, uniti alle grandi estensioni dei parchi dell’ex VII Municipio piu’ esterni alla periferia storica (Parco di Tor tre teste e parco della Mistica), farebbe del nuovo V Municipio un territorio con il verde attrezzato forse piu’ importante di Roma e tutto cio’ in un territorio per gran parte di città consolidata dove c’è una densità abiatativa per Kmq superiore ad Hong Kong.

L’altra invariante strutturale dovrà essere la ripresa del sistema del ferro.

Accelerare la conclusione dei lavori della Linea C, riprendere il rilancio della FR Roma Guidonia come vera metropolitana ferroviaria oggi possibile dopo il quadruplicamento dei binari, la trasformazione in tranvia leggera e veloce del treno della Casilina, la realizzazione della stazione FS Pigneto con integrale copertura del vallo ferroviario.

Sull’asse Prenestina bisogna riaprire 2 grandi questioni strategiche che gli anni di Alemanno o hanno fatto dimeticare o addirittura hanno stravolto.

Parlo della riqualificazione dell’area industriale della ex Snia Viscosa a Largo Preneste e dell’area dell’ex Centro Carni sulla Palmiro Togliatti.

Per la Snia come ai tempi di Veltroni si deve ripartire da una posizione diforza nei confronti della proprietà e della Università (nella speranza che il vento di rinnovamento che nel 2013 ha investito Comune e Regione quanto prima investa anche l’Università La Sapienza rottamando il conservatore Frati).

Per l’area del Centro carni bisogna fare di tutto per cancellare l’orribile progetto voluto da Alemanno che regalava ai privati la possibilità direalizzare, nel mix di cubatore previste, oltre il 70% di abitazioni private. Un regalo alla rendita di proporzioni rilevanti. Bisogna ripartire dal vecchio progetto riaggiornandolo e forse rendendolo piu’ snello nella consapevolezza che, viste le risorse pubbliche scarse ci vuole in queste operazioni un equilibrio tra l’aspetto ambientale, quello urbanistico e quello della sostenibilità econmica.

Naturalmente mi sono soffermato sulle grandi questioni strutturali, quelle che disegnano la struttura portante di un territorio. Ci sono sicuramente molti altri temi, piu’ di dimensione locale (penso alla ripresa del risanamento igienico sanitario e la facitura del sistema fognario in alcuni quartieri nati ai primi del 900, ad un punto sul possibile finanziamento delle opere pubbliche previste nel piano particolareggiato del Quadraro, ad un rilancio delle attività culturali e sociali ed a tanto altro), temi sui quali sono sicuro il nuovo e rinnovato Consiglio del Municipio ed il Presidente Palmieri sapranno dare il meglio di se.