Il pasticcio

enricoletta7-governo-completo

Più passa il tempo più il pasticcio rischia di andare a male! Sì perché questo governo nato da una alleanza impropria per fare delle cose condivise è solo un pasticcio mal riuscito.

Le “cose condivise” sono poche e anche quelle poche presentano problematicità, mentre le “cose non condivise” continuano ad essere tantissime e pesano come macigni. Il Pdl sembra interessato unicamente ai suoi cavalli di battaglia elettorali, l’abolizione dell’IMU per tutti in primo luogo e il punto di IVA che dovrebbe essere innalzato tra una settimana. Il Pd ha molte posizioni al suo interno, troppe per riuscire ad esprimere un atteggiamento condiviso sulle questioni fondamentali.

Il deputato del Pd Giuseppe Civati, commentando la riunione del gruppo di ieri sera, così riassume:

C’è chi nel centrosinistra (o in quello che ne rimane) pensa che si possa passare sopra a tutto quanto, in ragione della governabilità.

C’è chi dice che tutto sommato lo sapevamo anche prima che Berlusconi sarebbe stato condannato (che cosa volete che sia).

C’è chi sostiene che la politica sia un’altra cosa, anche se si fatica a capire quale.

C’è chi ritiene che il governo debba andare avanti, per sempre, perché è giusto così, qualsiasi cosa accada.

C’è chi giura che oggi Berlusconi chiederà a Letta di avviare la riforma della giustizia (la sua) e che anche questo faccia parte del gioco.

C’è chi non si impensierisce più di tanto, perché queste basse vicende non ci devono far dimenticare che gli obiettivi sono alti, anche se si fa fatica a definirli, a scorgerli, forse perché sono così alti che si sottraggono alla vista.

E infine: C’è chi pensa che dobbiamo fare il punto, e stabilire dove siamo e dove stiamo andando. E che far finta di niente sia soltanto uno stupido, pericoloso inganno.

Nei fatti gli unici accordi che sono stati fin qui trovati sono quelli di sospendere e rimandare. E non penso solo allIMU, o all’IVA, ma soprattutto alla riforma della legge elettorale che avrebbe dovuto essere, insieme alle politiche a sostegno del “lavoro”, la priorità di questo governo. La scelta di un percorso di diciotto mesi per non meglio identificate riforme costituzionali è un vero azzardo, perché se accade qualcosa prima c’è il rischio di tornare al voto con il Porcellum, ovvero di consegnare il Paese agli ultimi singulti del vero e unico padrone della destra in Italia.

Non si può continuare a far finta di niente di fronte all’atteggiamento intransigente degli esponenti del Pdl, non si può voltare la testa dall’altra parte di fronte alle condanne per ignobili reati del “capo” del Pdl.

Va detto chiaramente che questo è un governo di emergenza che continua ad esistere per realizzare (subito e non tra 18 mesi) la riforma della legge elettorale, per sostenere al meglio di quanto è possibile il lavoro, per alleviare la drammatica situazione di milioni di famiglie italiane abbandonate nei gorghi dell crisi!

Poi le “larghe intese” vanno archiviate per sempre. Perché deve essere chiaro che tra “noi” e “loro” c’è una distanza assoluta e incolmabile.