Il maledetto porcellum

Questi gli articoli salienti del ddl di Riforma Costituzionale presentato da Gaetano Quagliarello:

Art. 1
1. È istituito un Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali

Art. 2
1. Il Comitato esamina i progetti di legge di revisione costituzionale degli articoli di cui ai Titoli I, II, III e V della Parte seconda della Costituzione, afferenti alle materie della forma di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo, nonché i coerenti progetti di legge ordinaria di riforma dei sistemi elettorali.

2. I Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati assegnano o riassegnano al Comitato i disegni e le proposte di legge costituzionale ed ordinaria relativi alle materie di cui al comma 1, presentati alle Camere a decorrere legislatura e fino alla data di conclusione dei suoi lavori.

Risulta evidente che la riforma della legge elettorale, quel porcellum su cui pende l’eccezione di costituzionalità, è legatadi fatto al percorso delle riforme costituzionali. E se, per qualche malaugurata ragione (purtroppo ce ne sono molte di ragioni potenziali, basta pensare ai guai giudiziari di B.), il percorso non dovesse andare in porto? Torneremmo a votare con il maledetto porcellum!

Francamente la trovo una prospettiva inaccettabile. Allora perché accettare un percorso di riforma della legge elettorale incardinato in una legge di revisione costituzionale?

Il problema era già stato posto all’avvio del Governo Letta in Parlamento dal deputato Pd Roberto Giachetti e sappiamo com’è andata a finire.

Insomma quella che sembra essere una “garanzia” di 18 mesi (il limite posto da Letta alla conclusione dei lavori al Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali) alla durata del Governo potrebbe diventare l’anticamera del porcellum bloccato.

Non sono il solo ad essere preoccupato. Ne ha scritto il costituzionalista Gianluigi Pellegrino qualche giorno fa:

Era stato promesso ‘mai più al voto con il porcellum’. Ed invece si mettono le premesse per l’esatto contrario. Con tanto di timbro di una legge costituzionale che approvandosi con la procedura rafforzata della doppia lettura, impedirebbe persino al Parlamento di mettere mano alla legge elettorale nel caso, certo non improbabile, in cui le riforme si arenassero o comunque saltasse il tavolo della strana maggioranza e si dovesse tornare alle urne“. (Grazie a Luca Scandale per aver segnalato su Facebook l’articolo di Gianluigi Pellegrino).

Se il ddl di Riforma Costituzionale presentato da Gaetano Quagliarello – lo dico ai parlamentari del Pd – passa così come è stato formulato può diventare un boomerang.

Poi ci andate voi a spiegare alla gente perché dovrà tornare a votare con il porcellum!