Nel complesso, uno spettacolo orrendo

disegno di Copi
disegno di Copi

Sui quotidiani di oggi la riunione di “Fare il Pd” al Nazareno, è  presentata come “la riunione di tutti quelli che sono contro Renzi“, ovvero del “correntone”. La superficialità e la semplificazione estrema dei commentatori politici italiani è nota. Sembra che tutti abbiano studiato alla scuola (sic) di Bruno Vespa. Tuttavia questa volta anche i partecipanti all’incontro e gli “altri” (quelli che non hanno partecipato) ci hanno messo del loro per incartarsi in una situazione poco utile ai destini futuri del Pd e soprattutto dell’Italia.

Matteo Renzi l’altro ieri aveva detto che non vuole partecipare al “tiro al piccione” (almeno non nella parte del volatile) e ieri ha criticato la riunione affermando: “Se uno si candida o no, non chiede il permesso a D’Alema, lo fa anche senza di lui“.

Massimo D’Alema gli ha risposto che per fare il tiro al piccione qualcuno deve mettersi nella condizione del piccione.

Pierluigi Bersani ha rincarato la dose: “Nessuno può chiamarsi fuori se vuole essere della comunità e della squadra. Non si va da nessuna parte con ‘partiti bad company’, partiti come protesi…“.

Aldredo Reichlin ha provato a prendere le distanze: “Il partito è scalabile, non ha un suo pensiero, è un tram dove può salire chiunque, questo mi preoccupa. C’è un vuoto di analisi. Invece dobbiamo ridefinirci. Stiamo attenti: non credo che la sinistra esista in natura, tanto meno il Pd. Facciamo solo chiacchiere su regole e nomi e non abbiamo ancora definito il tema del congresso“.

La battuta più caustica è stata quella di Lino Paganelli, “renziano” capitato “per caso” nelle vicinanze della sala dove erano riuniti i big. “Veramente sto andando in terrazza a fumarmi una sigaretta. Fare il Pd? Ancora? E fino ad oggi cosa hanno fatto?

Gianni Cuperlo ha tentato di rialzare il livello del dibattito e, ovviamente,  ha ribadito che lui sarà in ogni caso un candidato: “Dobbiamo capire perché abbiamo perso le elezioni e perché idea governo di cambiamento non è riuscita a conquistare razionalità e sentimento del paese“.

Stefano Fassina a concluso dicendo: “Mi dispiace che alcuni si siano auto-esclusi, perché abbiamo bisogno del contributo di tutti“.  Insomma: “Noi siamo qui, Matteo dov’è?”. Noi chi?” mi sono chiesto nell’aria immobile della sala. Fuori il cielo si è incupito e, dopo un po’, un acquazzone ha bagnato le strade di Roma.

Nel complesso, uno spettacolo orrendo“, ha commentato Pippo Civati sul suo blog. E francamente è difficile dargli torto!