Il Pd, i topi e i giganti

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Pubblichiamo una prima pagina dell’Huffington Post, per ricordare la giornata di ieri.

Tuttavia la sintesi migliore di quanto è accaduto nel Parlamento italiano può condensarsi in una frase che mi gira nella testa da ieri:

Questo gruppo dirigente del Pd ha la capacità di trasformare i topi in giganti“.

Il M5S era all’angolo, dilaniato dalla mancanza di democrazia interna, eppure dopo la giornata di ieri, la voce del suo improbabile leader ha ritrovato credibilità.

Il Pdl era una entità in via di disfacimento, dilaniata da insanabili fratture (tanto che presto rinascerà Forza Italia), ma ieri il suo leader ha potuto rispolverare tutto il suo baldacchino di congiure politiche, di magistrature che vorrebbero azzittirlo, assumendo la parvenza di statista perseguitato.

Non si può barattare la sopravvivenza del Governo Letta concedendo al signor Hyde di trasformarsi nuovamente nel distinto e stimato dottor Jekyll.

Se il pluri-imputato che detiene il dominio esclusivo del Pdl, il signor Hyde appunto, vuole intimidire i giudici della Suprema Corte, vuole lanciare enigmatici messaggi al Presidente della Repubblica, vuole rispondere ad una eventuale condanna togliendo la fiducia al Governo, allora va abbandonato a se stesso. Non gli si può consentire di mutarsi a piacimento, di sputare veleno e allo stesso tempo di pretendere la consacrazione a martire. Lo stesso vale per l’altro: il comico confuso che detiene la proprietà del M5S. Lo si lasci andare per la sua strada, magari senza dargli occasioni e appigli.

Non è difficile da capire, eppure il Pd continua ad incassare brutte figure e a concedere ai suoi avversari di assurgere al ruolo di martiri ed eroi.