A volte ritornano…

Ha scritto ieri Goffredo Bettini: “Mentre appare indispensabile ritrovare il senso di un cammino di speranza e di prospettiva del PD, la più grande forza democratica della Repubblica, che appare disorientata, sfilacciata e balcanizzata, qualcuno propone di rimandare il congresso. È proprio vero che in molti casi le suadenti parole di buonsenso e di moderazione che richiamano all’esigenza di non muovere niente per non disturbare i grandi manovratori del cosiddetto “bene più generale”, si rivelano, a ben vedere, le più avventurose e irresponsabili. Non ci provassero ad esiliare ancora una volta la politica“.

Scrive oggi Pippo Civati: “Da tempo sostengo che il rinvio del Congresso (che, per altro, è già stato rinviato, perché a maggio votammo, insieme alla segreteria pro tempore di Epifani, anche l’impegno che il Congresso si tenesse entro ottobre) significherebbe la fine del Pd, così come lo conosciamo (o, forse, come lo abbiamo conosciuto)”.

Gianni Pittella chiede agli altri candidati alla segreteria di fare fronte comune: “Rimandare il congresso significa decretare la morte del Partito democratico. É per questo che chiedo a tutti coloro che hanno in animo di presentare la propria candidatura alla segreteria del Pd di sottoscrivere un appello congiunto al segretario Guglielmo Epifani perché si fissi senza ulteriori esitazioni la data del congresso. Qualsiasi ipotesi di rinvio é da considerarsi del tutto inaccettabile e contraria allo statuto”.

Il congresso del Pd non può essere rinviato. Chiunque abbia in animo di volerlo fare dimostra di non avere altro interesse se non quello di salvaguardare le proprie rendite di posizione, ovvero di essere disposto anche a rinunciare ad una vittoria elettorale pur di mantenere in vita le “larghe intese”. La stessa cosa accadde quando i 101 (in realtà ormai sappiamo che erano almeno 120) grandi elettori del Pd bruciarono la candidatura di Romano Prodi al Quirinale per spingere il Pd verso la perversa alleanza con l’avversario. Insomma: a volte ritornano, o forse è più esatto dire che non se ne sono mai andati!