L’avversario

berlusconi_silvio_rubyconAvevo pensato di non commentare gli ultimi sviluppi della disgraziata situazione politica italiana, perché scrivere di B., dei suoi processi, dei suoi proclami, delle sue bugie significa accettare il terreno di scontro scelto da lui stesso, terreno ove si odono solo le grida osannanti dei suoi affiliati, dove può crescere solo la santificazione del delinquente. 

Il metodo è sempre lo stesso e si fonda sulla capacità di raccontare le accuse, gli attacchi e, ora, la condanna penale come elementi di una strategia di persecuzione politica messa in atto da una parte della magistratura con la copertura della sinistra. Persecuzione che ha come unico fine di eliminare “lui”, l’outsider (come lo definisce “Ciccio” Ferrara).

Per sostenere il ruolo della vittima occorre stravolgere la realtà dei fatti, occorre trasformare le menzogne in verità assolute, occorre evocare paure antiche e infarcire i programmi politici di balle pazzesche. Ma all’uomo queste capacità, alimentate da un invidiabile istinto di sopravvivenza, non mancano e ben si calano nel tessuto sociale italico, infarcito di quel “senso comune” furbetto, maleodorante di egoismi  e ignoranze smisurate.

L’anomalia comporta due conseguenze tragiche: da un lato l’insolito permanere sulla scena politica di un individuo a cui tutto deve essere permesso perché – se così non dovesse essere – non potrebbe svolgere il salvifico compito di sottrarre il Paese alle orde comuniste e di garantire la libertà; dall’altro l’accettazione fideistica di un tempo a venire nel quale, le promesse di cambiamento saranno finalmente realizzate dal “campione” del liberismo, fin qui impedito da una opposizione irresponsabile e da alleati infedeli.

Se l’Italia democratica vuole sopravvivere deve liberarsi da questo principe dei cialtroni. Romano Prodi era riuscito a frenarne gli slanci con una “alleanza” anche se fragile e sconclusionata. Quel progetto però non è più perseguibile e il governo delle “larghe intese” ha dimostrato tutti i suoi limiti. Oggi occorre riprendere l’iniziativa, occorre procedere senza accettare ulteriori compromessi.

“L’avversario”, ha mostrato il suo volto ed è sempre lo stesso. In nome della propria sopravvivenza è disposto a tutto, anche a ricattare lo Stato, anche a minacciare la rivolta, addirittura la guerra civile.

Le riforme essenziali per l’Italia (nuova legge elettorale e riduzione del costo del lavoro) vanno fatte con chi ci sta. Il Parlamento è sovrano e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Se poi tutto dovesse precipitare prima del tempo allora non resterà che tornare al voto.