La pacificazione avvelenata

La produzione di neologismi da parte degli affiliati di B. non conosce sosta. Dopo “agibilità politica”, “questione di sistema”, “questione di democrazia”, “approfondimento della legge Severino”, oggi si è rispolverato il termine “pacificazione” (ne fa ampio uso Giuliano Ferrara su Il Foglio), già ampiamente abusato dopo la formazione del governo di “larghe intese”. Nella nuova accezione però la pacificazione non indica più l’esecutivo sostenuto da due forze da sempre avverse: Pd e Pdl, ma consiste nell’impedire la decadenza di B. da senatore, ovvero nella concessione di un salvacondotto per la pena scaturita dalla condanna definitiva.

Le motivazioni son sempre le stesse: B. non è un delinquente comune, avendo ottenuto milioni di voti e il reato è “roba da poco”, tuttalpiù punibile con una multa.

Poniamo, per assurdo, che il Pd cedesse alle lusinghe della “pacificazione” e lasciasse B. tra l’elenco dei senatori in carica. Cosa accadrebbe subito dopo? Quali sarebbero i “frutti” della pacificazione?

Il primo frutto avvelenato, andrebbe alla magistratura. Respingere la condanna dell’uomo che da venti anni tenta di ledere l’autonomia dei giudici significherebbe di fatto condannarne l’operato, denunciarne l’imparzialità, insomma avviare quel processo che porterebbe la magistratura sotto il controllo della politica.

Il secondo frutto, anche questo denso di veleno, andrebbe al Pd. Al crollo di credibilità tra l’elettorato si aggiungerebbe l’effetto di una campagna senza esclusioni di colpi che il “salvato” metterebbe in atto immediatamente dopo aver “ringraziato”. Il governo, già sotto ricatto, sarebbe costretto a seguire le indicazioni del redivivo, cancellando l’Imu, cancellando l’aumento dell’Iva, accettando il presidenzialismo in cambio del “doppio turno” e, perché no, la tanto attesa “riforma della giustizia”.

Il terzo frutto per il Paese. Dopo venti anni verrebbe portata a compimento la deprivazione delle coscienze e l’Italia si attesterebbe saldamente tra i paesi senza giustizia, senza democrazia. Un agglomerato di idiomi alla mercé del grande affabulatore.

Le ultime notizie ci informano di un vertice di falchi, colombe e pitonesse appena iniziato ad Arcore. La tragicommedia continua!