L’insostenibile incertezza delle “larghe intese”

Le voci provenienti da Arcore descrivono il “condannato” di umore instabile, tendente al cupo. L’estemporanea dichiarazione d’amore filiale esternata un paio di giorni fa da Angelino Alfano, mentre i “falchi” e la regina delle pitonesse, assistevano esterrefatti, non è bastata a sollevarne lo spirito. B. è interessato soltanto alla sua “sopravvivenza” politica, ma anche fisica. La prospettiva di perdere l’immunità lo deprime e preoccupa. Nulla di nuovo quindi.

Sul Colle più alto, tra una telefonata e l’altra, tra un incontro e l’altro, si trova anche il tempo per le precisazioni. L’ultima se l’è beccata Maurizio Gasparri che aveva paragonato la vicenda di B. a quella di Joseph Romano, il colonnello USA responsabile del sequestro Abu Omar, graziato da Napolitano. Donato Marra, il segretario generale del Quirinale, gli ha spiegato che l’accostamento è sbagliato e l’esternazione fuori luogo.

La “ruota” sta ancora girando. Nel Pdl covano contraddizioni e tradimenti. Nel Pd i “candidati” alla segreteria non sono ancora tutti usciti allo scoperto. Nel M5S potrebbe consumarsi una nuova diaspora di deputati e senatori. Forse la crisi non ci sarà. Forse, prima o poi, il Presidente qualcosa farà (la “grazia”? la cancellazione della pena accessoria?), ma – sembra di capire – solo alla fine di un percorso e la conditio sine qua non è che il Pdl non tolga la fiducia al governo Letta. Insomma, prima il “condannato” dovrà scontare la pena (un anno), poi si potrebbe anche cancellare l’interdizione.

Nel frattempo il consiglio dei Ministri si prepara – salvo intoppi dell’ultima ora – a cancellare una imposta, discutibile quanto si vuole, ma “certa”, sostituendola con una “incerta” (service tax). Potrebbe persino accadere che alla fine gli italiani pagheranno di più. Ma che importa! Il Pdl potrà vantarsi con  il suo elettorato conservatore di aver eliminato una legge patrimoniale e di averla sostituita con un contributo “modulabile”. Per le tasche dei cittadini cambierà poco, ma vuoi mettere la “soddisfazione” dei ricchi proprietari di immobili?

Oggi l’Istat ha comunicato che in Italia oltre 9 milioni di cittadini vivono al di sotto della soglia di povertà, ovvero non hanno la capacità di mantenersi autonomamente. Tra gli altri ci sono quelli che i soldi se li spendono all’estero perché in Italia è “pericoloso” (la Finanza potrebbe accorgersi che individui sconosciuti al fisco collezionano barche e suv), quelli che il gruzzolo lo tengono immobilizzato nelle banche, o nel materazzo, o sotto la “mattonella” (la contrazione del commercio ne è la dimostrazione), e quelli che “non arrivano a fine mese”, ma in qualche modo arrabattano.

L’annuncio di un attacco anglo-americano i Siria ha fatto salire il prezzo della benzina. I ricchi petrolieri diventeranno più ricchi. Insomma, nulla di nuovo sotto il cielo.