La strana coppia

Quella tra B. e Marco Pannella è una relazione molto particolare e affonda le sue radici fin dagli esordi di Forza Italia. Alle politiche del 1994 i radicali presentarono le loro liste nei collegi del Centro-Nord apparentandosi con il centro destra. Non riuscendo a superare il 4%, non conquistarono seggi, tuttavia in nome di quell’alleanza, dopo la vittoria di B., Pannella chiese l’incarico di ministro degli Esteri, ma si dovette accontentare del “premio di consolazione”, ovvero la nomina di Emma Bonino a commissario europeo. Nel 1996, alle elezioni politiche anticipate, si presentò nella lista Sgarbi-Pannella, nuovamente apparentata con il centro destra. Anche allora non riuscì a superare lo sbarramento e con B. maturò la rottura politica.

Il rapporto tra i due, pur restando altalenante, non è mai venuto meno. L’ultimo atto della ventennale amicizia si è consumato al banchetto radicale di largo Argentina. Il “condannato”, spinto dal suo consigliere più presentabile, Giuliano Ferrara, ha firmato per i 12 referendum ed ha promesso di appoggiare la raccolta delle firme. Il fantasma di quello che fu il leader dei radicali ha apprezzato il gesto e gli ha consigliato di espatriare.

Lo scrivano di famiglia non ha mancato di esaltare il “gesto incongruo” e su Il Foglio di ieri (2 settembre)  si è sperticato in lodi per “il vecchio con il codone” e “lo strano animale” di nuovo uniti nella lotta. Entrambi in marcia oltre l’orizzonte del “liberalismo di massa”, verso il “radicalismo assoluto”. Passione politica e passioni personali uniscono i due impavidi eroi del nostro tempo, ha ricordato lo scrivano. “Le persone di peso e di intelligenza sono dentro e fuori la legalità, se ne fregano del controllo di legalità“. “Chi la pensa diversamente è un bacchettone“, chiosa Ferrara.

Insomma, per il pachidermico giornalista di casa Arcore la Giustizia non può essere uguale per tutti. I super dotati non possono perdere tempo con i processi, con i controlli, hanno altro da fare loro.

La verità è un’altra. Marco Pannella sta costruendo il suo canto del cigno, ma ha bisogno di ingenti risorse per moltiplicare i banchetti, per sostenere i referendum qualora si andasse al voto. B., invece, pensa alla sua sopravvivenza politica sospinto da un inesauribile spirito di conservazione personale. Una reciproca convenienza. Pannella avrà firme e denari, B. avrà una estrema possibilità di salvarsi qualora i referendum dovessero sfondare il quorum del 50% e risultare vittoriosi.