La vita ai tempi delle “larghe intese”

La mattina in Italia ci si alza, si sorseggia il caffè e ci si chiede: “Oggi B. sguinzaglierà falchi e pitonesse contro il giovane Letta, oppure lascerà volare le soavi colombe verso il Colle?”. La strategia del pendolo mantiene un andamento costante. Dopo un paio di giorni di minacce alla stabilità delle “larghe intese”, segue un breve periodo di tregua. Quindi il ciclo oscillatorio ricomincia!

Il secondo caffè della mattina si prende dalle parti di Montecitorio. Ieri, verso le 11, Stefano Fassina e Gianni Cuperlo ne hanno sorseggiato uno insieme. Poco dopo i “giovani turchi” del Pd (non proprio tutti per la verità) hanno manifestato compatti il loro appoggio al candidato segretario lanciato da Massimo D’Alema. Al momento le possibilità di Cuperlo sembrano scarse. La “sinistra” del Pd, dopo l’endorsement di Franceschini a Renzi, attraversa un momento di smarrimento. Si riprenderà? Chi può dirlo!

Poi, a pomeriggio inoltrato, si butta un occhio al blog di Grillo, per capire se i “dissidenti” sono ancora dentro il movimento oppure no. Ieri Luis Alberto Orellana è stato tacciato di essere uno scilipote, perché ha espresso vaga disponibilità ad un alleanza con la “melma piddina”. Nel mentre Beppe Grillo con l’elmetto in testa (siamo o non siamo in guerra!) ha lanciato l’ennesimo avvertimento: “Chi vuole guardarsi l’ombelico si tiri fuori. Il M5S non è il suo ambiente. Presto faremo il terzo VDay. Tenetevi pronti”. Sembra, ma non è certo, che domenica prossima calerà a piazza del Popolo. Magari non riuscirà a trattenere i dissidenti, ma dimostrerà che nella “piazza” nessuno può tenergli testa.

Poco prima di cena si apprende della solita visita di Letta (zio), Confalonieri e Doris al “condannato” e ci si convince che il Governo durerà. I “savi di Arcore” non portano protocolli, ma previsioni. La “roba” di famiglia rischia il collasso se B. toglierà la fiducia a Letta (nipote) gli dicono. Segue la solita sfuriata di Denis Verdini, allergico alla pantomima delle “larghe intese” e ansioso di veder “scorrere il sangue”. Alla fine, il Cavaliere dimezzato si ritira nelle sue stanze e ascolta promesse d’amore eterno (dalla fidanzata).

A notte fonda sale l’ansia. “Qualcuno si sarà occupato del lavoro che manca?”, ci si chiede. “Qualcuno avrà pensato a come cambiare lo schifido Porcellum?”, “Qualcuno avrà avuto una idea su come aiutare quei 9 milioni di italiani incapaci di sostenersi?”, “Qualcuno avrà risolto la questione degli esodati?”. “Qualcuno avrà rinunciato allo spropositato stipendio, alla pensione d’oro, al privilegio ingiusto e immeritato?”.

Prima di cedere a Morfeo si guarda la “rassegna dei giornali domani in edicola” su RaiNews24 e ci si rende conto che nulla è cambiato. Fuori in strada, i raccoglitori dell’AMA svuotano i cassonetti strapieni. Un altro incubo sale nell’anima: “Dove finirà tutta quella monnezza?”