Il condono tombale

Non si dimetterà!“. Denis Verdini questa mattina ha radunato un manipolo di fedelissimi e , dopo la solita sostanziosa colazione da Ciampini, ha rassicurato gli animi. “Non si dimetterà da senatore”. Ieri era circolata la bufala di un gesto significativo del “condannato”: dimissioni subito senza attendere la proclamazione della decadenza. Un gesto indirizzato al Colle per mostrare “buona volontà” e al Paese per rinforzare l’immagine del pacificatore. Oggi è arrivata puntuale una smentita, sia pure indiretta. B. resterà al suo posto e venderà cara la pelle.

La verità è un’altra. Il condannato pretende dal Presidente della Repubblica un “condono tombale“. La grazia per la condanna definitiva, la cancellazione della pena accessoria (l’interdizione di tre anni dai pubblici uffici) e l’annullamento di tutti i processi in corso. Lui, il fondatore (e rifondatore) di Forza Italia, il vincitore delle orde comuniste, l’acclamato trionfatore, in pectore, delle ultime elezioni politiche, il creatore delle “larghe intese”, non potrà mai essere sottoposto a giudizio da magistrati “carrieristi”, perché lui è l’eletto, perché lui è l’osannato “padre” dell’Italia.

D’altra parte solo i “comunisti” sono contrari ai condoni, soprattutto se “tombali”. Gli italiani, invece, i condoni li attendono con ansia. Una “botta” e via. Tutto torna “legale”, tutto si risolve magicamente. Poi, scusate, anche questa storia della “legalità” puzza troppo di bolscevico. La “legalità” è un limite per gli stolti e i semplici. Uomini come B. non possono essere limitati da quisquilie legali, da controlli della finanza, da indagini di magistrati (com’è noto quasi tutti di sinistra). Loro hanno bisogno di libertà assoluta, hanno bisogno di spaziare, di volare alto.

L’Italia non riesce a cogliere la timida ripresa europea e arranca. Gli italiani, quelli con un po’ di cervello, restano in attesa di sapere quanto dovranno pagare per la service tax. Letta continua a ripetere che il Governo durerà e non si capisce se bisogna gioire, o mettersi a piangere. Il ministro delle Finanze promette la riduzione del cuneo fiscale, ma la disoccupazione continua a crescere. È stata approvata la commissione per le riforme costituzionali, ma sugli elettori pende ancora il Porcellum.

Intanto nella “ridotta” di piazza San Lorenzo in Lucina (nuova sede già operativa di Forza Italia) i falchi elaborano piani d’attacco, preparano elezioni in autunno e sognano gloria imperitura per il loro leader. Il pregiudicato tiene tutti in ostaggio, alterna stati depressivi a momenti di esaltazione mistica e ogni giorno annuncia scatafasci. Salvo poi annullare le adunate e rimandare l’inizio delle ostilità al giorno dopo.

b1