Il video che verrà

Dopo venti anni tutti i nodi vengono al pettine. Nella sentenza definitiva della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Fininvest contro la Cir per il risarcimento del Lodo Mondadori (confermato con un leggero ritocco al ribasso), emerge la corruzione, il corruttore e un beneficiario, non ignaro, ma partecipe della strategia illegale messa in atto.

Nel 1991 il giudice Vittorio Metta aveva ricevuto più di un miliardo di lire da Cesare Previti attraverso un conto corrente riconducibile alla società offshore All Iberian, controllata da Berlusconi, per riconoscere la correttezza formale dell’acquisto del gruppo Mondadori da parte di Fininvest, effettuato violando un pre-contratto di vendita firmato dalla famiglia Formenton (all’epoca proprietaria del gruppo) con De Benedetti.

La valutazione complessiva degli elementi ed argomenti di prova, condotta ai soli fini civilistici, di ricondurre alla società Fininvest la responsabilità del fatto corruttivo imputabile anche a Berlusconi risulta correttamente motivata”.

L’avvocato Previti doveva ritenersi organicamente inserito nella struttura aziendale della Fininvest e non occasionalmente investito di incarichi legali conseguenti alle incombenze demandategli”. Tra le quali “anche l’attività di corruzione di alcuni magistrati, allo scopo di conseguire illeciti vantaggi”.

Emerge una storia imprenditoriale costellata di episodi illegali, una storia tenuta a bada il più possibile utilizzando tutti i mezzi a disposizione. Emerge un vorticoso giro di comportamenti illeciti nei quali la “politica” ha avuto un ruolo predominante nel bloccarne e rimandarne le conseguenze civili e penali.

B. non si tirerà indietro. Non rassegnerà le dimissioni da senatore. Non accetterà la condanna definitiva ricevuta nel processo Mediaset. B. continuerà, finché gli sarà possibile, ad utilizzare la politica per difendersi dai processi in corso e da quelli che potrebbero aprirsi. Gli affiliati e i sodali lo seguiranno perché senza di lui sono persi, perché senza di lui non hanno futuro.

Lo scontro sembra inevitabile e presto si tornerà a votare. B. spera, ancora una volta, di riuscire a scegliere il campo di battaglia, di riuscire a prendersi qualche ulteriore vantaggio. Trovo assurdo che il Paese debba restare in attesa del video messaggio politico di un pluri condannato. Trovo ridicolo che un governo nato dall’emergenza debba fissare le proprie priorità sulle promesse elettorali di un individuo che ha utilizzato il potere per risolvere i propri guai giudiziari. Trovo demenziale che milioni di italiani siano pronti a votare di nuovo per il partito di un uomo che si fa beffe della legalità e dello stato di diritto.

Tuttavia proprio nell’inevitabilità dello scontro nasce la “speranza” di un’Italia diversa. Ormai è evidente! B., i suoi affiliati e i suoi sostenitori possono essere battuti politicamente e, quindi, resi inoffensivi solo in campo aperto, solo al termine di una battaglia che li veda sconfitti definitivamente. Dunque prepariamoci!