Fragilità e paura non portano mai troppo lontano!

Questa mattina Anna Maria Cancellieri è intervenuta in aula “smentendo” di aver mentito ai giudici e al Parlamento e “rigettando” l’accusa di essere venuta meno ai suoi doveri di Guardasigilli. Ma le domande sull’opportunità di quelle telefonate restano tutte. Può il ministro della Giustizia dire al famigliare di un indagato: “non è giusto non è giusto lo so“, riferendosi al provvedimento di arresto di Salvatore Ligresti? Può il ministro della Giustizia promettere al famigliare di un indagato: “qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa posso fare, però guarda son veramente dispiaciuta“?

Ieri sera, di ritorno dalla Sardegna, Enrico Letta è andato all’assemblea dei gruppi del Pd, riuniti per decidere la linea sul caso Cancellieri. Come gli aveva chiesto nel pomeriggio Matteo Renzi ci ha messo la faccia ed ha blindato la sorte del ministro affermando che “la sfiducia alla Cancellieri è un atto di sfiducia al governo“. E ancora:

So che la pensiamo diversamente ma vi chiedo un atto di responsabilità come comunità, l’unità del Pd è l’unico punto di tenuta del sistema politico italiano.

cuperloNell’assemblea si è consumata però un’altra rottura. Gianni Cuperlo ha attaccato con parole di disprezzo, tra gli applausi scroscianti di tre quarti del gruppo, l’iniziativa – supportata da 15 parlamentari tra Camera e Senato – di Pippo Civati.

Ho difeso – ha poi commentato Civati – la proposta di presentare un nostro documento (che non ho mai pensato di portare direttamente in aula e che non avrei potuto portare anche se lo avessi voluto, perché ci vogliono 63 firme), perché se è vero che una maggioranza non vota le mozioni di sfiducia dell’opposizione, è ancora più vero che di norma le anticipa con una posizione politica.

Quindi ha aggiunto:

Mi dispiace non per me, ma per la questione di cui mi ero fatto interprete. Ora la Cancellieri rimarrà al suo posto, tra gli applausi di Cuperlo e di tre quarti del gruppo Pd. Persone che non hanno votato Prodi e che nemmeno lo dicono, poi fanno lezioni di correttezza agli altri.

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In mattinata Cuperlo ha sentito la necessità di rispondere.

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L’iniziativa di Civati, la presentazione della mozione di sfiducia, aveva il carattere di una forte provocazione. Forse era un tantino sopra le righe, ma aveva il fine di far seguire alle tante dichiarazioni i fatti. Considerarla un atto “contro” (contro il Pd, contro il Governo) è stata una forzatura e viene da chiedersi perché Gianni Cuperlo abbia sentito la necessità di farla. Non sarebbe bastato chiuderla là, visto che ormai la maggioranza era orientata a seguire la richiesta di Letta? Perché aggiungere una frattura profonda alle tante già presenti nel Pd? Debolezza, fragilità e paura non portano mai troppo lontano!

INTERVENTO DI CIVATI SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA AL MINISTRO CANCELLIERI