Che (bel) tempo che fa

Fabio Fazio non lo ha invitato a Che tempo che fa, ma lui, Pippo Civati, non si è perso d’animo. Nella sua convention di Bologna, ha “simulato” l’intervista mancata e ne ha ricavato un video. Ne è venuta fuori un’operazione originale: un po’ critica e un po’ parodia.

Scenografia uguale a quella della trasmissione, poltrona simile a quella del salotto di Fazio e domande reali, quelle che il conduttore ha rivolto a Renzi e Cuperlo. Il candidato alla segreteria del Pd ha risposto rispettando i tempi televisivi, ma dimostrando che, tutto sommato, si può anche fare a meno dell’intervistatore.

La notizia è finita a pagina 9 de La Repubblica, in un box titolato “La curiosità”. Ma la provocazione di Pippo Civati è molto più di una curiosità, perché in quel replicare il format c’è una critica profonda al “potere” dei talk show televisivi, dove il conduttore, alla stregua di un dio sceso dall’Olimpo, decide chi invitare o meno e, soprattutto, come presentare l’ospite. In questo senso la provocazione è stata un ironico svelamento dei meccanismi impositivi e autoritaristici della televisione. Anche per questo – credo – sarebbe molto piaciuta a Pier Paolo Pasolini.