Napolitano, la Lega e la contestazione

Mentre Giorgio Napolitano a Strasburgo diceva:

Mai come oggi è stata messa in questione la prosecuzione del cammino intrapreso in Europa. Questo è invece oggi il contesto alla vigilia delle elezioni europee.

La sfiducia risiede nel peggioramento delle condizioni di vita nella maggior parte dell’Ue e nell’Eurozona. Il dato emblematico è l’aumento della disoccupazione e l’impennata di quella giovanile, quindi appare naturale che il tema della svolta abbia assunto una principale importanza.

Si ritiene che una politica di austerità a ogni costo non regga più, anche se era servita per il riequilibrio dei conti pubblici e non si poteva sfuggire a una disciplina di bilancio rimasta carente dopo l’introduzione della moneta unica.

gli eurodeputati leghisti: Mara Bizzotto, Mario Borghezio e Matteo Salvini, hanno alzato dei cartelli con su scritto “Basta euro”. Poi il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini ha dichiarato:

Napolitano senza vergogna, chi ancora difende questo Euro che ha massacrato lavoro, stipendi e pensioni è in malafede. Il voto di maggio spazzerà via queste Euro Follie.

A questo punto è partita una reazione da parte di numerosi eurodeputati presenti nell’emiciclo, con fischi e “buuu” di disapprovazione.

Non che mi aspettassi dalla Lega un ritorno alle buone maniere. L’animo Lumbard è caciarone, burbero e un po’ cafone. Ormai è una maschera che difficilmente potrà essere messa da parte. Poco importa se così si copre di ridicolo l’Italia. Oltre al “minuto di notorietà” per chi alza i cartelli, a cosa serve inscenare proteste simili?