Dabbenaggine o senso di rivalsa? I retroscena di un presunto scoop

La richiesta di “messa in stato d’accusa”, presentata dal M5S, nei confronti del Presidente della Repubblica è stata archiviata, perché ritenuta “manifestamente infondata”.

Personalmente condivido quanto sostenuto dal costituzionalista Michele Ainis a Francesca Nava di PiazzaPulita: “I fatti con configurano alcun attentato alla Costituzione”.

Le reazioni dei berluscones – sempre troppo sopra le righe – alle anticipazioni del libro di Alain Friedman, sono da copione e, quindi, di scarso interesse. Caso mai viene da chiedersi per quale motivo Mario Monti, due anni dopo i fatti, abbia sentito la necessità di esternare al giornalista americano che parla come il doppiatore di Oliver Hardy, il contenuto degli incontri avuti con Giorgio Napolitano qualche mese prima di essere insediato a Palazzo Chigi.

L’impressione è che Alain Friedman abbia, più che altro, scoperto il modo di costruire un presunto scoop approfittando della dabbenaggine di un ex Presidente del Consiglio, o forse del suo senso di rivalsamesso da parte dopo aver applicato al Paese una cura quasi “mortale”, rivelando quello che tutti sapevano, ovvero che l’inquilino del Colle, preoccupato per gli sfracelli del governo di B., e per il disfacimento della maggioranza uscita dalle elezioni, abbia valutato la possibilità di sostituirlo con l’allora presidente della Bocconi.

Cosa accadeva durante il Governo Berlusconi in questo Paese? L’analisi di Antonino Monteleone a Piazzapulita è impietosa, ma veritiera.

Io resto convinto che sarebbe stato meglio andare al voto dopo le dimissioni di B., ma questa è un’altra storia.